Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata

Esiste un solo luogo al mondo dove è possibile rivivere la quotidianità dell’antica Roma: sono le città sepolte vicino Napoli in Campania. I resti delle antiche città di Pompei ed Ercolano, sepolte dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., offrono un quadro ineguagliabile della società e della vita quotidiana nell’antichità classica.
Dal momento della scoperta delle due città sepolte, avvenuta nel XVIII secolo, gli studiosi hanno ricavato importanti testimonianze architettoniche e della vita quotidiana della cultura romana.

Pompei
Sono rimasti il Foro imperiale e gli edifici pubblici come il Capitolium (tempio dedicato a Giove, Giunone e Minerva), la Basilica, i bagni pubblici, il Foro e due teatri. La maggior parte di questi edifici è di origine greca, rimodellati al gusto romano e sono ben conservate anche le Terme Sabiane. Pompei era un luogo di villeggiatura dei ricchi romani per la salubrità dell’aria e l’amenità del paesaggio, per questo è famosa per gli splendidi edifici civili. La Casa del chirurgo, la Casa del fauno, quella dei Casti amanti, la famosa Villa dei Misteri sulle cui pareti sono rappresentate scene dei riti di iniziazione al culto di Dioniso. Una caratteristica peculiare di Pompei è la ricchezza di graffiti sulle pareti di tutti gli edifici.

Ercolano
Gli edifici di Ercolano sono meglio conservati di quelli a Pompei, la cittadina fu completamente sepolta dalla lava vulcanica. I Bagni, il Collegio dei sacerdoti di Augusto, il teatro sono quasi intatti, come anche la Casa del Bicentenario, la Casa dei cervi riccamente decorate. Era una ricca città commerciale e nei suoi magazzini sono stati ritrovati orci e giare (per il trasporto delle derrate alimentari) perfettamente conservati.

Oplontis giaceva nell’area dell’attuale Torre Annunziata, distava da Pompei circa 5 chilometri e vi si concentravano residenze nobiliari e di alti dignitari. Vi era un impianto termale, magazzini per le provviste, strutture per accogliere i viaggiatori. Oplontis venne completamente distrutta dall’eruzione del 79 d.C. e lo sviluppo dell’abitato moderno ha permesso di recuperare soltanto una parte limitata dell’insediamento romano. Sono state rinvenute due eccezionali costruzioni tra cui la Villa di Poppea che era un grandioso complesso, oggi non interamente riportato alla luce, che faceva parte dei possedimenti imperiali.
Il Comitato ha deciso di iscrivere tale area, nell’elenco del patrimonio dell’umanità nel 1997, considerando che le impressionanti vestigia delle città di Pompei ed Ercolano, insieme a tutte le loro abitazioni, sepolte dall’eruzione del Vesuvio dell’anno 79 d.C., forniscono una preziosa testimonianza della vita quotidiana e della società in un particolare momento che non trova eguali in nessuna parte del mondo.

Efram Ammannati
Denise Tammaro

Fotografie: https://whc.unesco.org/en/list/829/gallery/

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